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Carpaccio di zucchine

10 giugno 2016

carpaccio di zucchine

 

Carpaccio era un pittore. Iniziamo da lì.

Incontro dei fidanzati con il Papa a Roma, particolare, con presunti ritratti di Ermolao Barbaro, Poliziano e Pico della Mirandola; sullo sfondo, l’autoritratto di Carpaccio, con berretto nero, che guarda davanti.

Carpaccio era un pittore veneziano rinascimentale, contemporaneo di Mantegna e Perugino, rimasto nascosto e un po’ oscurato dall’inventiva e innovativa pittura della generazione successiva, ovvero quella di Leonardo, Michelangelo Raffaello.

Nella sua vita il povero Vittore rimase relegato nella provincia Veneta, quattro secoli dopo è diventato un piatto di carne cruda tagliata sottilissima, il controfiletto di manzo per l’esatezza. Del pittore, poca traccia….sic transit gloria mundi.

Inventato da Giuseppe Cipriani per la sua amica  la contessa Amalia Nani Mocenigo che non poteva mangiare carne cotta, cosa e come è nato lo racconta lo stesso Cipriani nel libro “L’angolo dell’Harry’s Bar”:


«Se voi sfilettate della carne cruda, naturalmente freschissima e tagliata in fettine leggere come fosse un prosciutto, eccovi (con l’aggiunta di un tantino di salsa) il carpaccio. Con il carpaccio gli imbrogli sono proibiti. Il suo segreto è nell’essere interamente svelato, nudo come mamma l’ha fatto. Per questo, non riconoscendone tante qualità, non amo la cucina francese, che predilige invece i cibi in maschera. Come è nato il carpaccio? Alla contessa Amalia Nani Mocenigo i medici avevano ordinato una dieta strettissima. Non poteva mangiare carne cotta e così, per accontentarla, pensai di affettare un filetto molto sottile. La carne da sola era un po’ insipida; ma c’era una salsa molto semplice che chiamo universale per la sua adattabilità alla carne e al pesce. Ne misi una spruzzatina sul filetto e, in onore del pittore di cui quell’anno a Venezia si faceva un gran parlare per via della mostra e anche perché il colore del piatto ricordava certi colori dell’artista, lo chiamai carpaccio.»

 

 

Siamo negli anni ’50, e da  la fama del carpaccio diventa internazionale, grazie anche a cuochi illuminati che lo esportano. Nel corso degli anni il piatto deraglia e si copre di rucola e grana, e poi con il passare degli anni va direttamente  in collisione con il concetto originario,  perché adesso tutto quello che viene tagliato sottile, crudo e leggermente condito viene carpaccio.

Confesso sono colpevole: ho chiamato carpaccio questo piatto e anche quello con i fichi. Ma non sarebbe corretto…bisognerebbe trovare un altro nome, ma ci vorrebbe la creatività di un Cipriani.

Primavera carpaccio di zucchine

 

5.0 from 1 reviews
Carpaccio di zucchine
 
Prep time
Total time
 
Author:
Recipe type: Antipasto
Cuisine: Italiana
Serves: 4
Ingredients
  • 4 zucchine piccole
  • Il succo di un limone
  • Una manciata di mandorle
  • Qualche rametto di timo
  • Qualche foglia di menta
  • Qualche foglia di origano
  • Germogli di soja o di rapanelli
  • Olio d’oliva
  • Sale grosso
  • Pepe
Instructions
  1. Tagliare le zucchine a rondelle sottilissime.
  2. Spolverarle con il sale grosso e lasciarle riposare per 20 minuti. Scolarle e eventualmente risciaquarle velocemente per eliminare il sale.
  3. Pestare in un mortaio le fogle di origano e il timo, unire il succo di limone e l’olio d’oliva, mescolare e regolare di sale e pepe.
  4. Disporre le fette di zucchina su un piatto con i germogli e le mandorle tritate grossolanamente e poi condire con l’olio aromatizzato

 

Questa ricetta era stata preparata per un menù senza glutine per Pasta Garofalo

e torno a partecipare al 100% Gluten Free Friday!

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fonti:

http://giampierororato.blogspot.it/2011/08/il-carpaccio-la-vera-storia-di-un.html

Wikipedia

Giuseppe Cipriani, L’angolo dell’Harrys Bar, Rizzoli

 

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1 Comment

  • Reply Sonia 5 agosto 2016 at 19:33

    urca che bontà!! anche la foto invoglia parecchio, luminosa e solare! un bacio

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