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Pancarrè senza glutine facile

11 maggio 2015

Pancarrè senza glutine facile

 

Ricetta facilissima e con farine naturalmente senza glutine: è un pancarrè da tenere sempre a mano tagliato a fette: lo preparo, lo taglio e lo congelo.

Contiene latte, infatti è detto pan lactal in spagnolo, pane di latte. In Italia si chiama anche pane in cassetta e la definizione deriva dallo stampo quadrato  con coperchio un cui viene cotto, l’altra denominazione, pancarrè suona molto francese, ma in francese questo tipo di pane morbido si chiama pain de mie, pane di mollica e in inglese è il sandwich loaf, nome giusto per un pane usato sostanzialmente per fare i sandwich.

 

molde pancarre

Ho scoperto che è tutta colpa dei torinesi. A Torino esiste un incrocio che ha l’ameno nome di Rondò della forca, perchè era il luogo in cui sino 1863 vi si tenevano le pubbliche impiccagioni che furono abolite solo nel 1889 dal ministro di Grazia e Giustizia Giuseppe Zanardelli.

Quindi sino a 1889 c’era il boia, personaggio schivato come la peste da tutti, anche dalle autorità che lo pagava per il servizio mortifero. L’utimo boia torinese si chiamava Pietro Pantoni e aveva fatto 150 esecuzioni ed ebbe una vita grama porello.

I cittadini, infatti, dei boia non ne volevano sapere nulla, e resta nel linguaggio popolare l’espressione torinese Boia Fauss (boia falso, ovvero assassino al soldo, che nel resto d’Italia è il sonoro Porco Boia, noto anche come intercalare del ex segretario del PD). Pare che in molte botteghe gli porgessero una ciotola per lavare il denaro del boia e dei suoi familiari prima di toccarlo. Tra i bottegai più indignati ci sarebbero stati propio i panettieri che nel medio evo non vendevano il pane al boia perchè pensavano portasse sfortuna, e qui inizia la leggenda.  Il duca Amedeo VIII di Savoia ordinò ai panettieri di servire anche il boia perché “o lo accettate come cliente o diventerete suoi clienti!”. La reazione fu che il pane al boia veniva consegnato capovolto in segno di disprezzo.

Le autorità intervenirono nuovamente per eliminare questa pratica discriminatoria e allora i panettieri iniziarono a produrre un pane quadrato, uguale da tutti i lati: il pancarrè, in pratica consegnavano al boia il pane capovolto, senza che questi potesse dimostrare il contrario.

Facciamo un salto temporale, sempre a Torino nel 1925, nel Caffè Mulassano nasce il tramezzino, ovvero la versione italiana del sandwich inglese.

Copio e incollo dal sito del Caffè Mulassano

Con l’intento di ridare vigore agli affari del locale, Angela e Onorino Nebiolo (nuovi proprietari del locale, arrivati freschi freschi dagli USA NdR) cercarono di ideare delle nuove proposte da accompagnare all’aperitivo. Avevano portato con sé dagli States una macchina che tostava il pane: così importarono, per primi a Torino, il toast. Non paghi di questa innovazione, pensarono di utilizzare quel pane morbidissimo, usato per i toast, senza tostatura e con una speciale e più intensa farcitura: fu così che il signor Onorino inventò il tramezzino. Dapprima lo serviva in accompagnamento agli aperitivi, poi, visto il successo, lo propose per lo spuntino di mezzogiorno dei tanti impiegati e delle sartine di via Roma e via Po. Alcuni anni più tardi, Gabriele D’Annunzio gli diede il nome che ora conosciamo: “tramezzino”.

Il nome italico lo si deve quindi quel gran battezzatore di prodotti e istituzioni che era Gabriele D’annunzio.

Il tramezzino ha forma triangolare e farciture fantasiose, nel Caffè Mulassano ne fanno 40 tipi diversi.

Noi celiaci ce lo facciamo in casa partendo dalla fabbricazione del pane e poi lo farciamo con 50 sfumature di ripieno, ecco.

La ricetta è presa a adattata da Monica Cortizar, gran maestra del senza glutine qui a Buenos Aires.

Pan carre senza glutine 1 pic

 

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PAN CARRÈ FACILE CON FARINE NATURALMENTE SENZA GLUTINE

Tempo di preparazione: 15 minuti per l’impasto

Tempo di riposo: 30  minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Difficoltà: facile

Porzioni:28 fette

Ingredienti

  • 200 g di amido mais*
  • 200 g fecola di mandioca (tapioca)*
  • 150 g di latte in polvere*
  • 200 ml di latte a temperatura ambiente
  • 65 ml di olio di arachidi (o di mais)
  • 15 ml di aceto di mele
  • 10 g di lievito instantaneo in polvere
  • 10 g di sale
  • 1o g di zucchero
  • 1 uovo

Avete bisogno di:

  • Un bicchiere per far spumare il lievito
  • Una ciotola per impastare
  • Spatole
  • Uno stampo per plum cake di 30 cm di larghezza (l’ideale sarebbe uno stampo con coperchio)
  • Un foglio di alluminio

Procedimento:

Imburrate lo stampo e anche un foglio di alluminio che servirà da coperchio.

In un bicchiere sciogliete il lievito in 100 ml di acqua e fate spumare per circa 8 minuti, anche meno se la temperatura esterna è elevata.

In una ciotola capiente mescolate gli amidi e il latte in polvere con il sale e lo zucchero. Unite l’uovo leggermente sbattuto, l’olio e la spuma del lievito, versate poco alla volta il latte a tempedatura ambiente e l’aceto e mescolate.

Vi deve risultare un impasto più consistente di quello di una torta, ma molto molto più morbido di quello di un pane comune (anche senza glutine).

Versatelo nello stampo, coprirelo con un foglio di alluminio e avvolgete tutto con uno strofinaccio e mettetelo a riposare in un luogo tiepido lontano da correnti d’aria, io l’ho messo in forno, per circa 30-35 minuti.

Togliete la pezza che avvolge lo stampo e cuocetelo a 160 gradi partendo dal forno freddo.

Far cuocere per circa 45-50 minuti sino a che la parte superiore sia solo leggermente dorata e inserendo uno stecchino nel centro esce secco e pulito.

Una volta cotto, aspettate che si intiepisca e tagliatelo a fette: pronte per fare toast, tramezzini, paninetti. Le fette congelate e separate a gruppi di due o tre, e le avrete sempre pronte, basta un tocco di forno per tornare fragranti e pronte da farcire. Hanno un sapore leggermente dolce che si adatta bene con tutto, dalla marmellata al salame.

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6 Comments

  • Reply Anna 11 maggio 2015 at 22:00

    Tra gli ingredienti non è menzionato l’uovo che poi si trova nel procedimento! Grazie, ciao. Anna

  • Reply Spuntine 12 maggio 2015 at 8:48

    Ehi ma che belle scoperte…magnifica come sempre!!!

  • Reply marianna 3 maggio 2017 at 19:27

    ciao! Ho un dubbio: il lievito istantaneo che utilizzi è quello per dolci o il lievito di birra secco?
    Grazie!

    • Reply simonetta.nepi 16 maggio 2017 at 21:47

      È il lievito di birra secco, grazie per averl precisato! A presto

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